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DIAGNOSI AMBIENTALE
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La “salvaguardia dell’ambiente”, da alcuni anni, è diventato un concetto costante ricercato in ogni attività, dal settore primario (ovviamente) a quello terziario e terziario avanzato.

Basti digitare “salvaguardia ambientale” su un qualsiasi motore di ricerca internet e si può osservare, tra i risultati, che queste due parole si riferiscono ad una molteplicità di attività: dalla salvaguardia vera e propria attuata da associazioni naturalistiche ed ambientali, alla volontà di rispettare l’ambiente nell’attività produttiva svolta da grandi imprese, le quali, spesso si legge, si impongono come obiettivo primario “la tutela dell’ambiente”.

Occorre però ricordare, proprio per quanto riguarda l’attività produttiva, che è necessario superare l’atteggiamento “passivo” e la cultura dell’”emergenza ambientale”, che vede un sistema basato solo sulla prevenzione e sull’ottimizzazione dell’uso delle risorse ambientali: non dobbiamo dimenticare che, se è vero che lo sviluppo è forte e duraturo solo se rispettoso dell'ambiente, l'ambiente è una ricchezza che può generare essa stessa sviluppo.

In questo senso la diagnosi ambientale costituisce un importante ed interessante stimolo di riflessione per individuare una corretta gestione dell’ambiente, ridurne al minimo le interferenze e sfruttarne le risorse in modo oculato ed intelligente.

Un'efficace azione di programmazione e controllo in campo ambientale non può prescindere da una approfondita conoscenza dei problemi, soprattutto quando i settori di intervento sono così estesi e differenziati. Al fine di raggiungere gli obiettivi preposti occorre, quindi, effettuare diagnosi ambientali dell'azienda-attività integrata con interventi degli altri settori operativi (dall’agronomia alla bioarchitettura, dalla geologia alla selvicoltura e così via) e dei possibili riscontri sull’ambiente esterno.

Occorre, quindi, stabilire come obiettivi principali, nella gestione e programmazione delle attività:
  • La difesa del suolo
  • La tutela e la valorizzazione dell’ambiente
  • La tutela e la valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche
  • La protezione della flora e della fauna
  • L’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti
  • La tutela e la gestione dei siti degradati
  • La compatibilità tra le attività economiche, esistenti e previste
  • La salvaguardia della natura e dei paesaggi
  • L’economia sostenibile e la qualità della vita
  • La tutela dell’identità di un territorio e la sua valorizzazione

A fronte, quindi, di quanto sinora descritto, si può affermare che la buona gestione di un territorio presuppone una diagnosi sul suo stato di salute e delle previsioni affidabili sul suo avvenire.

La Nova Engineering Project si prefissa, di conseguenza, di divenire strumento indispensabile per quelle aziende che intendono effettivamente raggiungere un programma di sviluppo sostenibile, ricordando che lo sviluppo sostenibile «Soddisfa i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità per quelle future di soddisfare i loro bisogni» [Commissione Brundtland, 1987]

Per sviluppo sostenibile, difatti, si intende l'equilibrio tra gli aspetti ambientali, sociali, culturali ed economici di un territorio. Una strategia di sviluppo sostenibile deve realizzare obiettivi e azioni che permettano di raggiungere questo equilibrio.